Il Festival 

  • Black Facebook Icon

Quando Silvano Rodi ha espresso il desiderio di cedere la gestione del festival "La route royale des orgues", mi sono subito convinto di quanto fosse importante e indispensabile questo evento. Ecco perché ho deciso di impegnarmi con il SIVOM (un'unione comunale polivalente) della valle Roja presieduto da Jean-Pierre Vassallo, con tutti i comuni e i collaboratori per garantire la continuità e lo sviluppo di questo fantastico progetto.

Nell'ottobre del 2020, la tempesta Alex ha fortemente danneggiato tutta la valle Roja, l'asse principale di questa famosa strada reale, un tempo la strada del sale. È un bel simbolo quello di poter collegare con le arti, con la musica e soprattutto con questi gioielli che sono gli organi, tutte le città e i paesini di questo asse storico nonostante questa strada non abbia ancora recuperato la viabilità.


Dopo questi mesi difficili, è giunto il momento di ricostruire!
Questo festival è una modesta pietra aggiunta alla tenace volontà di non abbandonare questi tesori. La cultura e in particolare la musica devono essere messe al centro di questo momento molto speciale.

Le lezioni della storia devono essere ricordate. Prendiamo per esempio il consiglio di Tenda che nel 1807, un periodo di agitazione causato dal passaggio delle truppe napoleoniche, decise di costruire il magnifico organo Serassi nella collegiata.

 

È in questo momento particolare che è necessario investire nella cultura, uno dei mezzi migliori per trascendere le difficoltà e aprire nuove prospettive! Partendo da Nizza e dintorni per arrivare fino a Torino, passando da Sospel, Ventimiglia, Breil, Tenda e tutti i paesi della valle Roja (Torri, Airole, Fontan, Saorge, La Brigue) e i paesi e le città del Piemonte, Limone, Robilante, Cuneo, questo festival riunisce il patrimonio e offre al pubblico un magnifico programma artistico che permette di scoprire l'inestimabile ricchezza di questo patrimonio, unico al mondo per qualità e concentrazione.

Questi organi sono circondati da un patrimonio culturale, architettonico e artistico mozzafiato, dalla preistoria al XX secolo. La Valle delle Meraviglie, per esempio, con più di 40.000 incisioni dell'età del bronzo, dà un'idea di questi tesori. La natura offre anche un rigoglio unico con molte specie endemiche protette dal parco nazionale del Mercantour.


La ricchezza umana di questo vasto territorio è un crogiolo di migrazioni e di scambi tra l'Italia e la Francia, ma anche tra il Mediterraneo e le Alpi, e darà senza dubbio una spinta verso giorni migliori. La condizione mi sembra però l'integrazione di tutto questo patrimonio storico nei futuri progetti di sviluppo. Alcuni diranno che questo già avviene, ma occorre andare molto oltre!

Questo ideale fa parte del mio impegno personale come musicista, organista, clavicembalista e direttore d'orchestra insieme a coloro che lavorano per questa ricostruzione.

Vorrei ringraziare tutti i comitati di sostegno onorario, artistico ed esecutivo e i nostri collaboratori. Queste bellissime persone hanno risposto alla mia chiamata e si sono impegnate a sostenere l'evento.

La strada sarà lunga, pericolosa, ma merita di essere percorsa!

Un'ultima parola con Nicolas Bouvier, scrittore di viaggi svizzero, un pensiero che potrebbe sorgere durante un futuro pellegrinaggio su questa strada reale:

“Sul cammino, la cosa migliore è perdersi. Quando ci si smarrisce, i progetti lasciano il posto alle sorprese ed è allora, ma allora solamente, che il viaggio ha inizio.”

 


Buon viaggio!

Franck Marcon
Direttore artistico del festival
www.franckmarcon.com

Storia della strada reale

La Strada Reale, o "Real Strada", è il nome dato, nel XVIII secolo, a un itinerario che collegava la contea di Nizza attraverso il Colle di Tenda alla capitale degli Stati di Savoia: Torino. Originariamente una semplice mulattiera, conosciuta anche come la "Via del Sale", questo percorso fu tracciato all'inizio del XVII secolo, nel 1610, dai duchi di Savoia, poi reso percorribile nel 1780 e definitivamente accessibile nel 1830.

Dal Medioevo, la Via del Sale collega Nizza al Piemonte. Percorre la valle del Paillon, attraversa il paese di L'Escarène, passa dal Col de Braus, arriva a Sospel nella valle del Bevera e continua il suo percorso tortuoso attraverso il passo di Brouis, prima di ridiscendere nella valle Roja e raggiungere il colle di Tenda, ultimo passaggio prima del Piemonte. Sotto la dominazione sabauda, la strada divenne un asse fondamentale di scambio tra i due versanti alpini.

Nel 1581 Carlo Emanuele I di Savoia prese possesso della contea di Tenda controllando così tutto il percorso tra Nizza e Torino, che era diventata la capitale degli Stati sabaudi nel 1568. Ambizioso e colto, questo sovrano prese una serie di misure per sviluppare i suoi stati, liberando il porto di Villafranca Marittima e ordinando lo sviluppo della "strada" che oggi percorre il fondovalle.

Nel testo che accompagna alcune incisioni del XVII secolo delle valli Roja e Bevera, un posto speciale è riservato a questa "strada"; si legge "... La splendida strada, unica nel suo genere, rivaleggia con le opere imponenti degli antichi egizi e romani...".

I passaggi più pericolosi furono considerati prioritari, come le gole del Roja. All'altezza del paesino di Saorge, si può ancora vedere l'iscrizione che commemora la costruzione della strada, scolpita nella roccia. Nel 1616, il villaggio di Fontan fu creato per servire da punto di sosta.

Con lo scavo del porto di Nizza che iniziò nel 1749, Carlo Emanuele III di Savoia aveva l'ambizione di sviluppare e promuovere il commercio internazionale tra il Mediterraneo e l'Europa continentale attraverso i suoi stati. Con questa strada carrabile, i porti di Nizza e Villafranca, le nuove fabbriche, le iscrizioni monumentali incise sui fianchi della montagna, Casa Savoia dimostra la sua volontà di collegare il Mediterraneo al Nord Europa per elevare Torino al rango di capitale europea.

La Strada Reale è ricca di monumenti architettonici barocchi realizzati da diversi architetti, tra cui Robilante, Spinelli, Michaud e Alfieri. Lungo tutto il suo percorso verso Torino, la strada è fiancheggiata da cappelle, chiese, porte monumentali, dediche al sovrano, archi di trionfo. La maggior parte delle chiese hanno splendidi organi di fattura italiana del XVII, XVIII e XIX secolo: questa monumentalità aumenta man mano che ci si avvicina alla capitale.


Dagli anni '80, il Conseil Général des Alpes-Maritimes (Francia) e l'Amministrazione Provinciale di Cuneo e Torino (Italia) hanno avviato un'operazione straordinaria di restauro, conservazione e valorizzazione del patrimonio organistico esistente sui territori interessati.

 
L'obiettivo del nostro progetto è quello di far conoscere meglio questi strumenti e di mettere in evidenza la loro originalità, come logica continuazione della politica portata avanti fino ad ora dai vari protagonisti.

Silvano Rodi

Organista titolare della chiesa di Santa Devota del Principato di Monaco;
Organista onorario dei Grandi Organi della Basilica San Giovanni Battista di Imperia-Oneglia;
Docente di organo al Conservatoire Dép. de Musique des Alpes-Maritimes, Nice